La giustizia fiorirà!

5dicembre

5dicembre

“Nei suoi giorni fiorirà la giustizia e abbonderà la pace, finché non si spenga la luna” (Sl 71).

Purtroppo, ciò ancora non è accaduto perchè, siccome il suo Figlio non fu accolto, Dio gli rapì verso il cielo e lo ha messo affianco a Lui affinché Lui un giorno, venga a giudicare i vivi e i morti. Ma, prima di partire, Gesù ha lasciato i semi del bene qui sulla terra.

Il terreno della terra Santa è desertico, così era il cuore di quel popolo. Ciò che avvenne là, lo stiamo vivendo anche oggi nel nostro mondo, molte volte, nelle nostre case. Per quello la giustizia ancora deve fiorire e la pace arriverà in abbondanza. E’ quello di cui ci parlano i profeti, cosi come fece Isaia. Ogni volta che tu leggi nella Bibbia l’espressione “In quel giorno”, “in quel tempo”, “Nei suoi giorni”, quello si riferisce al tempo messianico, alla seconda e ultima venuta di Gesù. Isaia dice che, quando Gesù verrà, avremo cieli nuovi e terra nuova.  E’ un modo di dire che verrà un’ armonia perfetta.

Per avere armonia e pace nella terra, grazie a Dio, è una questione di tempo. Dobbiamo implorare affinché questo avvenga, chiedendo al Signore: “Maranatha” vieni, Signore Gesù! In questo mondo nel quale la corruzione è diventata un virus, la stessa natura anela per i figli di Dio, affinché essa possa proteggere quello che Lui vuole. L’aspettativa della venuta del Signore è la nostra speranza. Abbiamo bisogno di bramare, attendere questa venuta, perché cosi avremo tutto ciò che aspiriamo e che è la volontà di Dio.

Il tuo fratello, mons. Jonas Abib

30nov

30nov

Gesù ha accettato volontariamente ad essere prigioniero per amore. Lui sta presente in tutti i tabernacoli del mondo. Contemplare l’umiltà della sua condizione ci aiuta a respingere il nemico della nostra fede.
A Lanciano, tanti conoscono il miracolo eucaristico, esposto nella bella chiesa francescana del secolo VIII. Vale ricordare la storia: c’era un sacerdote che aveva dei dubbi a rispetto dell’Eucaristia e aveva chiesto al Signore che lo liberasse dall’incredulità. Un giorno, durante la celebrazione della Santa Messa, davanti al popolo l’ostia che lui prendeva in mano è cominciata a sanguinare e il vino del calice a coagularsi. Questo è successo nel 700. I frati hanno conservato tutto questo in un calice trasparente e sono passati 1300 da quel episodio e finora si può vedere un pezzo di carne e sangue coagulato. Il Santo Padre Paulo VI ha permesso che la scienza lo studiasse a fondo e fu provato che era carne e sangue umano. La carne era del tessuto muscolare del cuore e il sangue, nonostante il tempo era sangue di una persona viva. Come il sangue si è conservato vivo, dopo 1300 anni, è un fatto straordinario. Il mistero è più grande della nostra intelligenza. Pertanto l’Eucaristia è un vero miracolo ai nostri occhi. Possiamo fidarsi delle parole di Gesù: Il mio corpo è vero cibo. Il mio sangue, vera bevanda. Lui è con noi e sta in mezzo a noi.
Chiediamo in quest’oggi: Signore, io credo, ma aumenta la mia fede.

Il tuo fratello

Mons. Jonas Abib

25nov

25nov

Gesù vuole entrare in comunione con noi e metterci in comunione con il Padre e lo Spirito Santo. Quando noi partecipiamo dall’Eucaristia, ci rendiamo conto con maggiore profondità dell’opera salvifica di Gesù e della grandiosità del suo amore per noi. In Cristo siamo chiamati a vivere la vita trinitaria e con Lui siamo convocati a scrivere una nuova storia.

Il pane e il vino trasformato nel corpo e sangue di Cristo ci rimettono ad una nuova speranza: nuovo cielo e nuova terra. Siamo tutti a cammino di questa realizzazione. Se noi, che abbiamo ogni giorno alla disposizione il sacrificio salvifico di Cristo, non prendiamo parte, non riusciremmo a realizzare la nostra vocazione. La nostra società ha bisogno della testimonianza di persone che vivono, celebrino e contemplino l’Eucaristia. Nel sacrificio dell’altare, attendiamo il ritorno glorioso di Gesù.

Approfittiamo la giornata di oggi, per recarsi ad una chiesa e come famiglia di Dio partecipare al Santo Sacrificio. Sono sicuro che questo ci aiuterà nel cammino non facile della nostra vita. Una buona giornata! Una Santa Messa.

Il suo fratello, Mons. Jonas Abib
Fondatore Comunità Canção Nova

19ott

19ott

L’attuale effusione dello Spirito Santo è segno che la venuta di Gesù è vicina. Gioele ha profetizzato che prima del grandioso e terribile giorno del Signore, Egli avrebbe effuso il Suo Spirito su ogni creatura, e questo sta avvenendo nel mondo intero.

Dio riunirà i suoi eletti, coloro che fossero preparati come le vergini prudenti della Sacra Scrittura. Il Signore raccoglierà dai quattro angoli della terra i suoi eletti.
Questo avverrà! E la nostra generazione assisterà a tutto. Perché la nostra generazione? Perché stiamo già percependo tramite il segno più grande, che la venuta di Gesù è vicina: in questi ultimi cinquanta anni, Dio sta effondendo sulla faccia della terra il suo Spirito.
Non era mai avvenuto una effusione così grande dello Spirito Santo come quella che percepiamo oggi. Nella Pentecoste c’è stata la grande effusione, questo è indiscusso, ma oggi, il Signore sta effondendo il suo Spirito su tutta la faccia della terra.

(tratto dal libro “Cieli nuovi e terre nuove” di P. Jonas Abib, fondatore della Comunità Canto Nuovo).

17nov

17nov

Non si può essere di Dio e vivere nel peccato, voler una vita nuova, con i vecchi vizi. Se ci si sosta nelle acque tiepide e non si vuole andare avanti per cercare la santità, la persona non si dispone al sacrificio e neanche abbandona il peccato.
Il cuore di Cristo è abisso interminabile d’amore e misericordia, nel quale possiamo, ogni giorno, più avvicinarci.

Chiediamo allo Spirito Santo, che ci convinca che dobbiamo cambiare strada. Per farlo questo dobbiamo esserci vicino al Signore. Chiediamo a Lui che ci invii il fuoco dello Spirito Santo, perché non possiamo essere tiepidi e nemmeno allontanarsi da Gesù.

25nov

25nov

Approfitta dei problemi che hai per sintonizzarci con Dio. Il Signore non vuole la sua sofferenza, ma Lui può approfittarsi di esse per versare grazie sulla tua vita.

Oggi, pertanto, decide all’amore. Il Signore aspetta la sua decisione. È necessario tradurre l’amore che ha in te in gesti concreti. L’amore supera tutto. L’amore fa tutto in tutti, perché Dio è amore, e non esiste altro amore altrove a lui.
Distribuisce l’amore sempre e ovunque. Così, quando la sofferenza arriva, l’amore sarà proporzionale alle grazie che Dio verserà nella sua vita.

il tuo fratello,

Mons. Jonas Abib

9nov

9nov

Tante volte è difficile amare. Non amiamo gli altri, non abbiamo di per se misericordia e perdono. Non abbiamo un cuore di pastore e nemmeno abbiamo gli stessi sentimenti del cuore di Gesù per i nostri fratelli, perché infatti non crediamo per davvero nell’amore di Gesù e non abbiamo fatto l’esperienza di quest’amore. Forse abbiamo sentito dire che lui ci ama, è ragionevole, ma se non facciamo l’esperienza di essere trovati da lui, quando arriva una situazione di squilibrio, non crediamo più.
Pertanto, in primo luogo dobbiamo fare una esperienza personale e intima con l’amore di Dio per noi. Solo a partire dalla fede possiamo credere nell’amore di Dio, nella sua misericordia e nel suo perdono. Dobbiamo credere che Dio è veramente nostro padre, pieno d’amore e misericordia. Il suo amore non è generico, ma personale, ossia, lui ama ogni uno individualmente. Il Signore ama e perdona, ha misericordia di noi e mai ci condanna o accusa. Lui è il nostro padre.

4nov

4nov

Tra tutti i doni, l’unico che non finirà è l’amore. Rimarrà solo ciò che è stato fatto, avendo come fondamento l’amore. Anche la fede un giorno finirà. Oggi si fa un servizio, domani lo si fa di nuovo. E come gestire questa routine ?.
Ogni giorno ripetiamo le attività, il silenzio davanti all’ingiustizia, ci relazioniamo con i nostri capi e compagni di lavoro, tutto con amore. Così anche nelle cose grandi della nostra vita nulla rimarrà se non sono realizzate con amore. Ma le piccole cose, anche quelle non considerate, se fatte con amore, permangono per sempre.
Dipende da ognuno di noi il guadagnare o perdere senso per quanto si è fatto.
Nella nostra vita tutto passerà, per questo sforziamoci per mettere amore in tutto quello facciamo.

31ott

31ott

Se non abbiamo speranza, se non guardiamo avanti, siamo cristiani “problematici”. L’uomo, principalmente il cristiano, dovrebbe vivere con speranza. Se perdiamo l’obbiettivo, possiamo morire sia fisicamente che spiritualmente.

Dio vuole la nostra vita, per questo ti dice: “Coraggio!”. E’ lo Spirito Santo che ci dona questa speranza, come se ara il terreno e getta il seme, senza vedere il frutto della sua piantagione ma certo di raggiungere il suo obiettivo.

Il tuo fratello,

Mons. Jonas Abib

26ott

26ott

Vuoi dimenticare tutto quel che ha fatto male, superare qualche vizio o difficoltà? Allora, chiedi questa grazia al Signore. Quando ti avvicini a lui, il suo potere di guarigione, perdono e riconciliazione ti è comunicato e attingono il profondo del suo cuore e togli la sensazione di indegnità.

Da nostra parte, entriamo con volontà e disposizione di cambiare e il Signore entrerà con Sua grazia. Credi, prendi mano dalla benedizione di Dio e accogli la sua grazia. Se hai bisogno di confessione, lo fai pure, adore il Signore, partecipa alla mensa della sua comunione e il resto lui farà.