Più che mai abbiamo bisogno di combattere!

20jul

20jul

Credo che siamo nel millennio dove la figura della Madonna e dello Spirito Santo sono i protagonisti. Tocca a noi aprirci a tutte le grazie che il Signore vuole darci personalmente e alle nostre famiglie. La grazia più grande è la conversione della propria vita.
Siamo arrivati alla soglia del mondo nuovo e andremo ancora avanti, vivendo in giustizia e santità tutti i giorni della nostra vita. Siamo già nel nuovo mondo, nella civilizzazione dell’Amore.
Il nostro combattimento sta già arrivando al suo obbiettivo. Più che mai abbiamo bisogno di combattere. Il nostro caro papa Giovanni Paolo II ci ha lasciato una parola d’ordine chiara e firme: Non temere!
Più che mai abbiamo bisogno di combattere, la richiesta e chiara e firme: non abbiate timore!

(tratto dal libro “Cieli nuovi e terre nuove” di P. Jonas Abib, fondatore della Comunità Canto Nuovo).

12jul

12jul

Tu non puoi più fermarti nelle tue giustificazioni, molte volte, distante dei fatti, con una fredda curiosità di sapere come sarà il tuo futuro. Senza dubbio, tu più che mai sei adatto a vincere l’incapacità di dare un senso alla tua vita. Ripeti adesso, senza nessuna paura, come ha fatto Santa Caterina da Siena: “La volontà di Dio è anche la mia”.

Unisci alla volontà di Dio la tua volontà. Reagisci! Gesù Cristo metterà la vita nelle aree morte della tua esistenza affinché tu possa finalmente essere rifatto. Basta di consolazioni e palliativi. Perfino un non cristiano sa questo: “Chi ha “perché vive può sopportare qualsiasi modo di vivere” (Nietzsche).

Tu hai una motivazione profonda: pensa nella tua famiglia, nella tua casa. Vedi come tanti problemi son già passati e tu sei riuscito a superarli. Pensa al meno in Dio! Nelle tue mete che ti danno nuovamente respiro, fa che i tuoi sforzi siano per chi ha bisogno di te. Non pensare che i tuoi sogni finiscono, proponi tregua e pace al tuo prossimo che sono meno sopportabili. Infine: fai ora, il primo passo per un cambiamento: chiedi a Dio che ti dia il controllo personale e l’equilibrio delle tue emozioni.

Fortifica la tua fede nel Dio vivo e Risorto; non trascurare la tua devozione verso la Madre di Gesù. Non afferrarti a qualsiasi “albero” “mentre c’è l’alluvione” Abbandonati a Dio per fare questo. Non cadere nella tentazione che questo abbandono è un atteggiamento passivo e senza affetti. Fai un atto di fiducia in Dio come forse da tempo non lo fai.

Che Dio ti benedica in questa nuova fase.

P. Jonas Abib

15jul

15jul

La civilizzazione dell’amore solo potrà essere costruita da uomini e donne che si amino concretamente. Amore non vuol dire ribellione, rabbia, irritazione, impazienza, risentimento, afflizione, invidia, gelosia, prepotenza, ingiustizia, ipocrisia, bugia. L’amore è amore.
L’amore della madre ad esempio è molto bello perché è molto disinteressato.
Ciascuno di noi può amare gratuitamente, perfino alla persone che ci è antipatica, o quella che ci tradisce. Parlo a te che sei figlio: ama il tuo padre anche se egli è stupido, perché tu sei capace di amare. Per l’amore di Dio, per amore dei tuoi genitori, per amore dei tuoi figli, ama.
L’amore può essere ritrovato dall’amore, e per amore. L’amore porta alla santità e la santità porta all’amore.
Ama e sii buono. Perché tu devi essere cattivo? E’ più facile essere buono che essere cattivo. Ti consumi meno essendo buono che essendo cattivo. Per l’amore di Dio, ama quella persona che in questo momento hai bisogno di amare.

P. Jonas Abib
Del libro: Frammenti di una vita in Dio

7jul

7jul

Ricordati che, tra tutti i luoghi belli, esuberanti, meravigliosi che esistono sulla faccia della terra, Dio ha scelto di dimorare nel tuo cuore. Fai un lavoro personale per crescere al massimo nella tua fede, per essere ciò che Dio ha desiderato di te: una persona di fede incrollabile nel Dio vivo, che sta in mezzo a noi. Non soffocarlo nel tuo petto che, tante volte si trova scoraggiato.

Abbi fede! Le cose di Dio si raggiungono tramite la fede, i sensi e l’intelligenza. Ciò che è materiale tu lo raggiungi con i sensi, puoi toccare, sentire il sapore, vedere e ascoltare, ma ciò che è di Dio No. Al di là dell’intelligenza tu hai un altro dono, che Dio ti ha dato, più grande dei sensi, persino dell’intelligenza: la fede. Essa fa che l’impossibile diventi possibile, ma è necessario applicarla. Se tu non applichi i tuoi sensi, essi non si svilupperanno; lo stesso accade con quel dono di Dio. Tu hai bisogno di crescere nella fede, hai bisogno di impegnarti in essa. Se tu non sviluppi la fede, non arriverà ciò che soltanto chi ha fede fiduciosa e viva può vivere ed sperimentare. La vittoria non accadrà

Prega con me: Rinnova la mia fede, Signore. Svegliami, Signore, desidero credere con tutto il mio cuore e, cosi essere veramente felice. Credi: la fede è la vittoria che vince il mondo ed è capace di vincere ogni situazione nel mondo. E’ ciò che ci afferma la sacra scrittura: “credi nel Signore Gesù e sarai salvo tu e la tua famiglia” (atti 16, 31).

Signore, noi crediamo, ma aumenta la nostra fede!

Il tuo fratello, Mons. Jonas Abib

4luglio

4luglio

Con frequenza, misuriamo la nostra vita con il sentirci o non sentirci bene. Se ci sentiamo a nostro agio, tutto va bene o abbastanza bene. Se qualcosa non va, anche se piccola, già ci sentiamo ansiosi, di cattivo umore e dispettosi. La nostra società ci ha abituati a vivere nel benessere e nel confort e non ci piace qualsiasi inconveniente e dolore. Per un mal di testa, cerchiamo una pasticca; per un mal di pancia, un’altra medicina; per la morte di qualcuno, un calmante; per un dispiacere beviamo o mangiamo in modo sregolato e così via. Non dico questo per le cose serie di salute ma per il nostro atteggiamento superficiale sul senso del dolore o/e del dispiacere, per il quale non andiamo a cercare le vere cause ma annulliamo tutto con un anestetizzante momentaneo e non risolve il vero problema.

Credo che Dio oggi ci invita ad avere uno guardo più profondo sul nostro vero bisogno, sul dolore più profondo della nostra anima, fino ad arrivare a quella nostalgia profonda di Dio. Non siamo fatti per questo mondo, ma per quello futuro, per vivere una felicità senza limite. Nella vita spirituale, fatta con serietà, non c’è spazio alla mediocrità, altrimenti stiamo ingannando noi stessi. Chiediamo oggi al Signore la grazia di avanzare nella vita spirituale e abbandonare la superficialità del semplice sentimentalismo e il ricorrere agli anestetizzanti nel nostro dolore apparente. Lasciamoci sconvolgere da Dio, perché Lui ci vuole persone piene di vita.

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La vita spirituale comporta anche momenti di aridità, solitudine, disanimo e freddezza. In questo periodo in cui siamo privati della consolazione spirituale, può essere molto fecondo e favorevole per crescere nella pratica della preghiera e delle virtù. È infatti il tempo nel quale Dio lavora nel nostro interiore, certamente è per il nostro maggior bene. Come ci dice Paolo: “tutto occorre al bene per coloro che amano Dio”. Questo stato d’animo ci aiuta a crescere in umiltà e capire che tutto viene da Dio. Inoltre ci fa scoprire che il suo amore per noi è totalmente gratuito.
Spesso mi rivolgo alla mia comunità, affermando che nella vita spirituale il 10% è consolazione e il 90% è fatica. Mi spiego meglio: ci vuole uno sforzo continuo, perseverante. È bello pensare che in questo arduo momento impariamo a fissare il nostro sguardo in Lui e cercarlo tutto il tempo.
Se vivi oggi in questa situazione di aridità spirituale, abbi fede e coraggio. Inoltre impara a fidarti ancora di più nel Signore che ha vinto il mondo.

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Gesù ha scelto i peccatori e quelli con una “vita sbagliata” per seguirlo e riconoscerlo Signore e Dio. Li ha resi partecipi della sua vita e annunziatori del suo Vangelo. Maria Maddalena è un esempio, addirittura è stata resa testimone della risurrezione di Cristo. Dal momento in cui è stata toccata dal Signore, tutta la sua vita è stata trasformata e lei è diventata discepola di Cristo, restando vicina fino alla fine. In tutto quello che pensava, diceva e faceva, voleva solo piacere a Dio e adorarlo in spirito e verità. Con questa relazione di amore e dedizione, lei ha incalzato la via della santità ed è rimasta fedele in tutta la sua vita.

T’invito oggi a vivere questa esperienza dell’Adorazione e a riconoscere la chiamata di Dio ad essere suo intimo amico, confidente e fiducioso. I nostri peccati non sono per niente ostacoli all’amore che Dio ha per noi. Siamo noi a decidere se aprire il nostro cuore e la nostra mente all’adorazione e consegnare a Dio tutta la nostra vita con fiducia e amore.

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Tante volte, siamo noi stessi i responsabili dei nostri fallimenti della vita. Siamo infedeli, incostanti, negligenti davanti al peccato. Non mettiamo Dio al primo posto ma le preoccupazioni, gli affari, le persone e le cose. Così viviamo frammentati, con un cuore debole e lontani dal progetto di Dio per noi. Facciamo attenzione che nulla vada perso. Che fare? Riconoscere la nostra debolezza, il nostro peccato e ricominciare.

Il santo non è quello che non pecca ma quello che si alza dopo essere caduto. L’atto più perfetto d’amore a Dio è conformare la nostra volontà alla Sua Santa Volontà, come ha fatto Gesù nel momento cruciale della sua vita nel Getsemani: “Padre sia fatta la tua volontà”. Occorre in questo momento resistere nella pratica del bene, seguire le orme di Cristo, non perdersi d’animo al passaggio del supplizio della croce.

16giug

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Durante la nostra vita, tante volte ci troviamo in un vero caos e disordine interiore che spesso non riusciamo capire. Si confonde il pensiero con i sentimenti, con le reazioni e azioni. Che fare in questo momento di difficoltà? Chiedere allo Spirito Santo che venga in soccorso alla nostra debolezza e trasformi la nostra vita e facendola diventare opera nuova.

Per modellare il metallo occorrono le alte temperature, lo Spirito Santo è il fuoco di Dio, che vuole modellare Cristo in noi, e farci diventare nuove creature. Tutto dipende da noi. Se ci lasciamo guidare da Dio, mettendo da parte la prepotenza e l’autosufficienza, Lui fará grandi cose in noi. Ma oggi è necessario donarsi incondizionatamente all’amore di Dio e chiedere quest’aiuto dell’alto per trasformare la nostra esistenza.

Il tuo fratello

P. Jonas Abib

12Junho

12Junho

Non abbiamo bisogno di arrivare a una depressione per sintonizzarsi con Dio. Approfittiamo della sofferenza e dei problemi che già abbondano per essere più vicino al Signore. Dentro di noi si trova molta vanità, orgoglio, odio, invidia e superficialità. Proprio per questo dobbiamo avvicinarci al Signore per essere trasformati dal suo amore. Dio ci vuole belli, per questo non bisogna buttare le sofferenze e le angosce senza approfittare di queste per la propria crescita. Non possiamo perdere il momento di grazia. Non dobbiamo trasformarle in disgrazia ma possono essere grazie se vogliamo. Può darsi che già questa mattina, mentre cammino verso il lavoro, la facoltà, a fare le spese, qualcosa ci è accaduto e ci ha provocato del male.

Prima di rigettare, accogli nel cuore e medita su quanto ti è accaduto, comincia a rendere gloria al Signore, a benedire le persone, a perdonare se qualcuno ci ha fatto male. Credo che alla fine della giornata sarai più tranquillo, più amabile e più simile al Signore che fa piovere su giusti e ingiusti. È questo il cammino verso la santità. Meditare nel cuore, come Maria, tutto ciò che la vita ci porta. Chiediamo oggi a Maria, questo dono di custodire tutto ciò che ci presenta nel corso della vita.