Ora è il momento di ricevere la grazia!

16gena

16gena

La venuta del Signore è vicina, molto più di quanto immaginiamo. Però purtroppo, molte persone, anche gli stessi cristiani saranno sorpresi dalla venuta del Figlio dell’Uomo. Questa non è la volontà del Signore, poiché Lui vorrebbe che tutti fossero pronti, che avessero non soltanto le loro “lampade accese con l’olio”, ma anche “l’olio” di riserva. Dico senza remore: siamo pochi, quelli che predichiamo con insistenza sulla sua venuta. Se predichiamo di più è perché, sfortunatamente, altri non lo fanno.
Ancora c’è molto lavoro e molto annuncio da fare, visto che il giorno del Signore si approssima. Egli sta più vicino oggi rispetto all’anno scorso. E il tempo vola.
Il momento di ricevere la grazia dell’effusione dello Spirito è ora. E questo vale per tutti! Abbiamo bisogno di essere pieni dello Spirito Santo e dobbiamo portarlo agli altri.

Oggi più che mai, abbiamo bisogno di portare le persone a fare una esperienza con lo Spirito Santo.
Se qualcuno della tua famiglia, sfortunatamente è lontano da Dio, o peggio ancora, se è nel peccato, nel vizio, nel adulterio, quella persona ha bisogno dell’effusione dello Spirito Santo! Non basta che siano buoni, hanno bisogno di essere pieni dello Spirito.
Dio ci trasforma tramite il battessimo dello Spirito Santo. Questa è la grazia della quale tutti noi abbiamo bisogno! Se tu ancora non l’hai ricevuto, apri il tuo cuore per essere battezzato e immerso in Lui!

(Tratto dal libro “Cieli nuovi e terre nuove” di P. Jonas Abib, fondatore della Comunità Canto Nuovo).

16gen

16gen

Siamo abituati al benessere di questo mondo e in queste ultime decade siamo stati resi ancora più deboli dal nemico di Dio. In verità siamo diventati persone fragili, come ha detto il Papa Francesco: persone piegati alla Divano felicità. Però vorrei invitarvi  a fare diversamente e resistere fino alla fine, perché tutta la gloria di questo mondo passerà.
Io credo nella Parola di Dio, che ci insegna che per primo il Signore verrà per giudicare tutta la terra, poi verrà per governare il mondo. E sarà la cosa più bella mai immaginata.

Dovremo essere pronti per questo giorno: il giorno glorioso e terribile del Signore.
Dovremo essere un popolo tenace, nell’attesa della venuta gloriosa del Signore. Non possiamo essere disperati tantomeno accomodati. Decidiamoci per il Signore e assumiamo la nostra fede con coraggio e decisione, come uomini e donne combattenti.

(Tratto dal libro “Cieli nuovi e terre nuove” di P. Jonas Abib, fondatore della Comunità Canto Nuovo).

epifania_giotto_scrovegni

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“Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo».

Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese”.

L’Epifania è la manifestazione di Gesù, nostro Salvatore. La parola di Dio ci racconta questo episodio: Erode chiama i magi, per farsi dire dov’era nato il bambino. Non perché volesse adorarlo ma perché voleva ucciderlo. Allora ecco la stella che guida i magi fino al punto dov’è il bambino. È una scena bellissima. Lì tutta la creazione si volge a quest’evento della manifestazione di Cristo sulla terra. L’astro, la stella, anche si china, si mette a disposizione di questo mistero legato all’Incarnazione del Figlio di Dio e serve come strumento per indicare dove si trova il Signore, dov’è nato il Bambino. È molto interessante questo elemento che l’autore sacro mette in evidenza. Questo episodio ci indica come tutta la creazione aspettava questo momento dell’arrivo del Signore, dell’arrivo del Messia. Anche noi dobbiamo conservare nel nostro cuore questa buona ansia, aspettativa della Venuta del Signore nella nostra storia. Ancora, diventare noi stessi strumenti per indicare dov’è l’amore di Cristo, dov’è il Signore. Noi cristiani abbiamo questa bellissima vocazione: indicare a tante persone dove si trova l’amore di Dio. Dove Cristo è presente e rivelare alle persone la bontà del cuore del Signore. Un’altra riflessione che possiamo fare di questo vangelo, riguarda ai magi: arrivano lì e offrono i regali – oro, incenso e mirra – questi tre regali ci parlano tanto. Prima di tutto, l’oro per riconoscere la regalità di Gesù Cristo, Re dell’Universo. Poi, l’incenso per riconoscere Gesù mediatore tra gli uomini e Dio. È Gesù che fa salire le nostre preghiere. Quando in Chiesa si fa l’incensazione, l’incenso rappresenta le nostre preghiere che arrivano al cuore del Padre. Gesù è in questo mediatore. E perfino viene portata la mirra che era un elemento utilizzato per conservare i corpi.

L’autore sacro fa un riferimento alla morte di Cristo, a quel momento in cui  rimarrà tre giorni sotto le tenebre. Poi arriva la risurrezione. Queste tre immagini ci fanno vedere che i magi riconoscono la divinità, la regalità e il momento della sua passione, morte e risurrezione. Alla fine della lettura, avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada. Cosa cambia: il loro ritorno per un altro cammino. Questa è un’ espressione molto forte e dopo un incontro personale con Gesù cambia qualcosa. Non possiamo fare sempre la stessa strada. Non possiamo avere sempre le stesse abitudine, lo stesso comportamento, lo stesso modo di reagire. Qualcosa deve cambiare. Quando facciamo questo incontro personale profondo con Cristo, quando adoriamo il Signore nella sua divinità, regalità, qualcosa cambia nella nostra vita e anche noi facciamo un percorso diverso.

Che il Signore ci possa guidare in questa strada, in questo cammino nuovo che stiamo percorrendo. Che la sua grazia ti sostenga sempre.

Il tuo fratello,

P. Donizete Heleno – Comunità Canção Nova

29dic

29dic

In una occasione, un medico che lavorava nell’unità di trattamento intensivo di un ospedale della periferia di San Paolo, mi raccontò la storia di un ragazzo che, nel fare surf sopra il treno di un suburbio, cade e rimasse tetraplegico. Mi ha raccontato anche la disperazione della mamma del ragazzo, che, nei giorni di visita, si buttava sopra il suo figlio, piangendo, volendo che tornasi dal coma. Il ragazzo era un drogato, quindi considerato un cattivo elemento, ma la madre è madre!
Se la madre non vuole perdere un figlio drogato, Dio, in quanto Padre, non vuole perdere i suoi figli. E Lui fa di tutto affinché non accada questo.
La speranza è che la grande maggioranza di noi, figli di Dio, entreremo in questa terra nuova. Il nemico di Dio crede che si salveranno pochi, ma il sangue è la salvezza del nostro Signore Gesù Cristo sono molto forti e potenti. Abbi certezza!
Il mondo nuovo non sarà appena conseguenza dello sforzo umano, come pensano alcuni. Il catechismo della Chiesa Cattolica toglie da noi quella illusione spiegando che non è per il risultato di sforzi umani che si arriverà a una terra nuova, ma per l’intervento di Dio. Sarà Gesù che verrà e in quell’intervento, tutte le cose cambieranno.
“Il Regno non si compirà dunque attraverso un trionfo storico della Chiesa [Cf. Ap 20,7-10 ] secondo un progresso ascendente, ma attraverso una vittoria di Dio sullo scatenarsi ultimo del male [Cf. Ap 21,2-4 ] che farà discendere dal cielo la sua Sposa” (CIC;677). La grande rivolta avverrà! Nel momento in cui il nemico meno se lo aspetta sarà espulso.
Questa è la favorevole aspettativa che il Signore vuole che abbiamo nel cuore. La bellezza delle guarigioni che accadono sono appena un anticipo di quello che vedremmo. I nostri corpi risusciteranno e non ci sarà più morte, malattia, dolore, sofferenza o lacrime. Non saremmo più vittime del peccato. Tutto cambierà! La stessa terra sarà trasformata. Chi farà questo? Gesù Cristo! Perciò diciamo: “Vieni presto! affrettati, Signore Gesù!”

(Tratto dal libro “Cieli nuovi e terra nuova” di P. Jonas Abib, fondatore della Comunità Canto Nuovo).

26dic

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Il nostro punto di partenza per affermare questo è la stessa Parola di Dio. Essa non prevede catastrofi e disgrazie, che provochi terrore nelle persone, tuttavia ha sempre chiamato l’attenzione per la conversione, la trasformazione, il cambiamento di vita. Questo è vero!

La conversione non è qualcosa da lasciare per l’ultimo momento, quando gli avvenimenti annunciati cominceranno a realizzarsi. Si tratta di qualcosa per oggi e bisogna che accada ogni giorno. Ti devi alzare ogni mattina disposto a convertirti, e la notte devi chiedere perdono dei peccati e voler essere migliore il giorno dopo. Se non hai una prospettiva del mondo che verrà, del giorno della Parusia, che si racconta nel libro dell’Apocalisse, di una terra nuova e di un cielo nuovo, non avrai mai una spinta per la tua conversione.
Al Signore non gli piacerebbe squalificare coloro che “si imbrogliano rimanendo nella sporcizia”, insistendo di vivere nel peccato, ma se essi continuassero in quel tipo di vita non ci sarà un’altra opzione. Non pensare che al Signore gli piace punire. No, poiché Egli è Padre.

Perciò bisogna convertirsi, e tu oggi hai la possibilità di farlo, deciditi per il Signore, convertiti a Lui!

(Tratto dal libro “Cieli nuovi e terra nuova” di P. Jonas Abib, fondatore della Comunità Canto Nuovo).

21dic

21dic
Durante nostra percorso esistenziale è molto possibile che abbiamo investito sforzi in tante cose passeggere di questo mondo.
La Parola di Dio ci istruisce e ci orienta ad agire in modo nuovo: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”. (Mt, 6-33).
È giusto che Dio abbia ciò che e di Lui. Giustizia è dare a ciascuno ciò che gli aspetta, ciò che gli corrisponde. Tu appartieni a Dio, allora è giusto che ti consegni al Signore per vivere interamente per Lui, per i suoi interessi, che è quello di guadagnare anime per il Regno dei cieli.
Fa pena vedere che le persone investono la loro vita alla ricerca del benessere, vivendo in funzione del denaro. Investono nel consumo di ciò che provoca la morte sia di questa vita come di quella eterna.
Abbiamo bisogno dello Spirito Santo per avere coraggio di investire la vita nella conquista dei beni eterni, e non nei beni passeggeri e illusori. La Parola di Dio è chiara: chi investe la propria vita per il regno e la sua giustizia, riceverà il centuplo, già in questo mondo, e nel futuro, la vita eterna.

(Tratto del libro “Cieli Nuovi e Terra Nuova” di mons. Jonas Abib).

16dic

16dic

Mentre il nemico di Dio tenta distruggerci, viviamo con una speranza: camminiamo verso cieli nuovi e una terra nuova, che sono molto prossimi. Il Signore creerà una umanità nuova.
Il Figlio di Dio ha lasciato su questa terra il seme del regno dei cieli, portato da Lui stesso. Durante questi anni, essa stava germinando ed è fiorito. Adesso, abbiamo due realtà: il seme seminato dal nemico, che ha prodotto questo mondo in cui viviamo – un mondo senza Dio, che vuole imporre all’umanità l’altro cristo – , e il seme del Regno di Dio, seminata da Gesù, povero ed umile, che ha innaffiato con la sua parola ed il suo Sangue, fu rapito dal Padre e portato nuovamente al cielo, in attesa della separazione del grano dalla zizzania.

Il Cristo vero non verrà dalla terra, ma dalle nubi del cielo, come annunciato dal profeta Daniele fino all’apocalisse: “Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco apparire, sulle nubi del cielo, uno, simile ad un figlio di uomo” (Dn 7,13).
Quando il Signore verrà nella sua gloria, Satana sarà cacciato nell’abisso, dal quale non potrà più uscire per sedurci, ingannarci e tentarci. Avremmo un mondo senza il male, senza il demonio e il Signore potrà vivere con noi nel suo Regno.

(tratto dal libro “Cieli nuovi e terre nuove” di P. Jonas Abib, fondatore della Comunità Canto Nuovo).

13dic

13dic

 

Lo stesso catechismo della Chiesa Cattolica (CIC) ci allerta su questa dolorosa realtà: “La Chiesa soltanto entrerà nella gloria del Regno tramite questa ultima Pasqua, in cui seguirà il suo Signore nella sua morte e nella sua risurrezione” (CIC,677).
Regneremo con Cristo per sempre, glorificati in corpo e anima, e la stessa anima, lo stesso universo sarà rinnovato: “Questo rinnovamento misterioso, che trasformerà l’umanità ed il mondo, viene chiamata dalla sacra scrittura la fiamma di ‘cieli nuovi e terra nuova’ (2Pt 3,13)” (CIC, 1043). Saremmo trasformati. Il nostro corpo sarà risorto e diventerà glorioso come quello di Gesù e della Madonna. E non soltanto l’umanità sarà rinnovata, ma anche questo mondo. Il mondo è bello, però libero del peccato, del male e del nemico di Dio, recupererà la sua armonia e sarà sempre più bello. Sarà la realizzazione definitiva del progetto di Dio.
Non sappiamo quando, ma siamo certi che ciò accadrà e i segni dei tempi ci dicono che questo si approssima!

Allo stesso modo che Cristo è risorto e glorioso, ugualmente la Chiesa risorgerà. Risorgeremo con Lui.

(Tratto dal libro “Cieli nuovi e terre nuove” di P. Jonas Abib, fondatore della Comunità Canto Nuovo).

8dic

8dic

“La Nostra Signora è qui, la vedo. Sì, la vedo camminare per i corridoi della sua casa” diceva San Giovanni Bosco. 

La Santissima Vergine Maria è la nostra Madre, la sua madre, anche se non la riconosciamo. Lei guarda le nostre necessità, e quanto più grandi sono i nostri guai, tanto più Maria si fa presente. Se nella tua casa, nella tua famiglia e nel tuo lavoro, i problemi sono abbastanza grandi e quasi insopportabili, sappi che lei è lì con te, molto più di quanto tu possa pensare.

Possiamo credere che lei percorre le stanze della nostra casa, è vicina alla nostra lotta quotidiana. E oggi, più che mai, viviamo in un tempo di grandi battaglie, interne ed esterne, vicine e lontane da noi. Proprio per questo dobbiamo essere molto vicini a colei che ha schiacciato il drago. Dobbiamo metterci sotto il suo manto materno. Dirò ancora di più: essere proprio custoditi nel suo ventre, come Gesù, per sfuggire al Maligno, che vuole distruggere la nostra vita e renderla un inferno. 

Oggi, nel giorno dell’Immacolata, ci rivolgiamo a Lei, la Madre di Gesù, grazie ai cui meriti siamo liberi dal peccato e viviamo in santità e purezza di spirito. Amen. 

Santa Maria, Madre Immacolata, prega per noi e per il mondo intero. 

Tuo fratello, 

Mons. Jonas Abib

5dicembre

5dicembre

“Nei suoi giorni fiorirà la giustizia e abbonderà la pace, finché non si spenga la luna” (Sl 71).

Purtroppo, ciò ancora non è accaduto perchè, siccome il suo Figlio non fu accolto, Dio gli rapì verso il cielo e lo ha messo affianco a Lui affinché Lui un giorno, venga a giudicare i vivi e i morti. Ma, prima di partire, Gesù ha lasciato i semi del bene qui sulla terra.

Il terreno della terra Santa è desertico, così era il cuore di quel popolo. Ciò che avvenne là, lo stiamo vivendo anche oggi nel nostro mondo, molte volte, nelle nostre case. Per quello la giustizia ancora deve fiorire e la pace arriverà in abbondanza. E’ quello di cui ci parlano i profeti, cosi come fece Isaia. Ogni volta che tu leggi nella Bibbia l’espressione “In quel giorno”, “in quel tempo”, “Nei suoi giorni”, quello si riferisce al tempo messianico, alla seconda e ultima venuta di Gesù. Isaia dice che, quando Gesù verrà, avremo cieli nuovi e terra nuova.  E’ un modo di dire che verrà un’ armonia perfetta.

Per avere armonia e pace nella terra, grazie a Dio, è una questione di tempo. Dobbiamo implorare affinché questo avvenga, chiedendo al Signore: “Maranatha” vieni, Signore Gesù! In questo mondo nel quale la corruzione è diventata un virus, la stessa natura anela per i figli di Dio, affinché essa possa proteggere quello che Lui vuole. L’aspettativa della venuta del Signore è la nostra speranza. Abbiamo bisogno di bramare, attendere questa venuta, perché cosi avremo tutto ciò che aspiriamo e che è la volontà di Dio.

Il tuo fratello, mons. Jonas Abib