Arrendersi è uguale a perdere

22agosto

22agosto

E’ necessario che il nostro uomo vecchio muoia affinché l’uomo nuovo, la creatura nuova fatta a immagine e somiglianza di Dio cresca. Perché questo avvenga non possiamo cedere in nessun modo, mai. Perché cedere vuol dire perdere.
Consapevole della tua realtà oggi, lascia che lo Spirito Santo ti mostri in quale modo il nemico ti ha tentato e ti tenta; dove hai lasciato brecce quindi egli è entrato prendendo possesso.
Non aver paura di percepire le situazioni in cui tu hai bisogno di dire “no”, di tornare indietro per pentirti e cambiare direzione.
Prega e ascolta, perché il Signore vuole fare di te un’opera nuova. Egli non è qui per accusarti. Egli non vuole lasciarti cadere in tentazione, ma vuole liberarti dal male! Amen!

Il tuo fratello,
P. Jonas Abib

17agos

17agos

Siamo stati creati per lodare, per adorare e per dare azione di grazie. Questo è il più grande desiderio del cuore di Dio. Abbiamo bisogno di realizzare quello che Lui ci chiede: “Siate sempre nella gioia, pregate incessantemente, in ogni circostanza rendiate grazie, questa è la volontà di Dio riguardo voi in Cristo Gesù” (1Ts 5,16-18).

Esistono situazioni nel quale è difficile dare grazie: la malattia, la morte, i conflitti famigliare. Ma, noi in ogni e qualsiasi problema abbiamo bisogno di tornare a Dio, rendere grazie, lodare e adorare in ogni circostanza.
Di solito, quando accade qualcosa di doloroso della nostra vita, rimaniamo molto sensibili, con il cuore addolorato e cadiamo nella tristezza.
Però il Signore ci chiede di agire diversamente: “In tutto, in ogni circostanza, in qualsiasi situazione, succeda quel che succeda, ringrazia, loda, e adora”.

La lode e l’adorazione sono rimedio per il cuore.

Libro: Combattenti nella gioia.

P. Jonas Abib

12agos

12agos
“Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte”. (1Gv 3,14).
Il Signore vuole farci risorgere per l’amore. Dio vuole guarirci profondamente di tutto quello che ha ucciso l’amore in noi. Forse davanti al prossimo più prossimo, vale a dire, la tua famiglia, i tuoi figli, i tuoi fratelli, i tuoi genitori, il tuo sposo…, hai detto: “Dio mio, io non lo amo, non sento amore”. Proprio per questo il Signore vuole attuare la risurrezione nella tua vita.
Esiste l’amore in te! Tuttavia, purtroppo, non sentendo l’amore, tu arrivi a dire dentro di te, che non ami. E tante volte ti accusi e ti condanni per questo.
Quando siamo rivolti al Signore, sentiamo il Suo amore e cominciamo ad amare: torniamo alla vita. Sappiamo che passiamo dalla morte alla vita, perché l’amore di Dio è in noi. Se siamo rivolti verso Lui, cominceremo ad amare il prossimo.

Il tuo fratello. P. Jonas Abib

20jul

20jul

Credo che siamo nel millennio dove la figura della Madonna e dello Spirito Santo sono i protagonisti. Tocca a noi aprirci a tutte le grazie che il Signore vuole darci personalmente e alle nostre famiglie. La grazia più grande è la conversione della propria vita.
Siamo arrivati alla soglia del mondo nuovo e andremo ancora avanti, vivendo in giustizia e santità tutti i giorni della nostra vita. Siamo già nel nuovo mondo, nella civilizzazione dell’Amore.
Il nostro combattimento sta già arrivando al suo obbiettivo. Più che mai abbiamo bisogno di combattere. Il nostro caro papa Giovanni Paolo II ci ha lasciato una parola d’ordine chiara e firme: Non temere!
Più che mai abbiamo bisogno di combattere, la richiesta e chiara e firme: non abbiate timore!

(tratto dal libro “Cieli nuovi e terre nuove” di P. Jonas Abib, fondatore della Comunità Canto Nuovo).

12jul

12jul

Tu non puoi più fermarti nelle tue giustificazioni, molte volte, distante dei fatti, con una fredda curiosità di sapere come sarà il tuo futuro. Senza dubbio, tu più che mai sei adatto a vincere l’incapacità di dare un senso alla tua vita. Ripeti adesso, senza nessuna paura, come ha fatto Santa Caterina da Siena: “La volontà di Dio è anche la mia”.

Unisci alla volontà di Dio la tua volontà. Reagisci! Gesù Cristo metterà la vita nelle aree morte della tua esistenza affinché tu possa finalmente essere rifatto. Basta di consolazioni e palliativi. Perfino un non cristiano sa questo: “Chi ha “perché vive può sopportare qualsiasi modo di vivere” (Nietzsche).

Tu hai una motivazione profonda: pensa nella tua famiglia, nella tua casa. Vedi come tanti problemi son già passati e tu sei riuscito a superarli. Pensa al meno in Dio! Nelle tue mete che ti danno nuovamente respiro, fa che i tuoi sforzi siano per chi ha bisogno di te. Non pensare che i tuoi sogni finiscono, proponi tregua e pace al tuo prossimo che sono meno sopportabili. Infine: fai ora, il primo passo per un cambiamento: chiedi a Dio che ti dia il controllo personale e l’equilibrio delle tue emozioni.

Fortifica la tua fede nel Dio vivo e Risorto; non trascurare la tua devozione verso la Madre di Gesù. Non afferrarti a qualsiasi “albero” “mentre c’è l’alluvione” Abbandonati a Dio per fare questo. Non cadere nella tentazione che questo abbandono è un atteggiamento passivo e senza affetti. Fai un atto di fiducia in Dio come forse da tempo non lo fai.

Che Dio ti benedica in questa nuova fase.

P. Jonas Abib

15jul

15jul

La civilizzazione dell’amore solo potrà essere costruita da uomini e donne che si amino concretamente. Amore non vuol dire ribellione, rabbia, irritazione, impazienza, risentimento, afflizione, invidia, gelosia, prepotenza, ingiustizia, ipocrisia, bugia. L’amore è amore.
L’amore della madre ad esempio è molto bello perché è molto disinteressato.
Ciascuno di noi può amare gratuitamente, perfino alla persone che ci è antipatica, o quella che ci tradisce. Parlo a te che sei figlio: ama il tuo padre anche se egli è stupido, perché tu sei capace di amare. Per l’amore di Dio, per amore dei tuoi genitori, per amore dei tuoi figli, ama.
L’amore può essere ritrovato dall’amore, e per amore. L’amore porta alla santità e la santità porta all’amore.
Ama e sii buono. Perché tu devi essere cattivo? E’ più facile essere buono che essere cattivo. Ti consumi meno essendo buono che essendo cattivo. Per l’amore di Dio, ama quella persona che in questo momento hai bisogno di amare.

P. Jonas Abib
Del libro: Frammenti di una vita in Dio

7jul

7jul

Ricordati che, tra tutti i luoghi belli, esuberanti, meravigliosi che esistono sulla faccia della terra, Dio ha scelto di dimorare nel tuo cuore. Fai un lavoro personale per crescere al massimo nella tua fede, per essere ciò che Dio ha desiderato di te: una persona di fede incrollabile nel Dio vivo, che sta in mezzo a noi. Non soffocarlo nel tuo petto che, tante volte si trova scoraggiato.

Abbi fede! Le cose di Dio si raggiungono tramite la fede, i sensi e l’intelligenza. Ciò che è materiale tu lo raggiungi con i sensi, puoi toccare, sentire il sapore, vedere e ascoltare, ma ciò che è di Dio No. Al di là dell’intelligenza tu hai un altro dono, che Dio ti ha dato, più grande dei sensi, persino dell’intelligenza: la fede. Essa fa che l’impossibile diventi possibile, ma è necessario applicarla. Se tu non applichi i tuoi sensi, essi non si svilupperanno; lo stesso accade con quel dono di Dio. Tu hai bisogno di crescere nella fede, hai bisogno di impegnarti in essa. Se tu non sviluppi la fede, non arriverà ciò che soltanto chi ha fede fiduciosa e viva può vivere ed sperimentare. La vittoria non accadrà

Prega con me: Rinnova la mia fede, Signore. Svegliami, Signore, desidero credere con tutto il mio cuore e, cosi essere veramente felice. Credi: la fede è la vittoria che vince il mondo ed è capace di vincere ogni situazione nel mondo. E’ ciò che ci afferma la sacra scrittura: “credi nel Signore Gesù e sarai salvo tu e la tua famiglia” (atti 16, 31).

Signore, noi crediamo, ma aumenta la nostra fede!

Il tuo fratello, Mons. Jonas Abib

4luglio

4luglio

Con frequenza, misuriamo la nostra vita con il sentirci o non sentirci bene. Se ci sentiamo a nostro agio, tutto va bene o abbastanza bene. Se qualcosa non va, anche se piccola, già ci sentiamo ansiosi, di cattivo umore e dispettosi. La nostra società ci ha abituati a vivere nel benessere e nel confort e non ci piace qualsiasi inconveniente e dolore. Per un mal di testa, cerchiamo una pasticca; per un mal di pancia, un’altra medicina; per la morte di qualcuno, un calmante; per un dispiacere beviamo o mangiamo in modo sregolato e così via. Non dico questo per le cose serie di salute ma per il nostro atteggiamento superficiale sul senso del dolore o/e del dispiacere, per il quale non andiamo a cercare le vere cause ma annulliamo tutto con un anestetizzante momentaneo e non risolve il vero problema.

Credo che Dio oggi ci invita ad avere uno guardo più profondo sul nostro vero bisogno, sul dolore più profondo della nostra anima, fino ad arrivare a quella nostalgia profonda di Dio. Non siamo fatti per questo mondo, ma per quello futuro, per vivere una felicità senza limite. Nella vita spirituale, fatta con serietà, non c’è spazio alla mediocrità, altrimenti stiamo ingannando noi stessi. Chiediamo oggi al Signore la grazia di avanzare nella vita spirituale e abbandonare la superficialità del semplice sentimentalismo e il ricorrere agli anestetizzanti nel nostro dolore apparente. Lasciamoci sconvolgere da Dio, perché Lui ci vuole persone piene di vita.

Fuoco

FuocoLa vita spirituale comporta anche momenti di aridità, solitudine, disanimo e freddezza. In questo periodo in cui siamo privati della consolazione spirituale, può essere molto fecondo e favorevole per crescere nella pratica della preghiera e delle virtù. È infatti il tempo nel quale Dio lavora nel nostro interiore, certamente è per il nostro maggior bene. Come ci dice Paolo: “tutto occorre al bene per coloro che amano Dio”. Questo stato d’animo ci aiuta a crescere in umiltà e capire che tutto viene da Dio. Inoltre ci fa scoprire che il suo amore per noi è totalmente gratuito.
Spesso mi rivolgo alla mia comunità, affermando che nella vita spirituale il 10% è consolazione e il 90% è fatica. Mi spiego meglio: ci vuole uno sforzo continuo, perseverante. È bello pensare che in questo arduo momento impariamo a fissare il nostro sguardo in Lui e cercarlo tutto il tempo.
Se vivi oggi in questa situazione di aridità spirituale, abbi fede e coraggio. Inoltre impara a fidarti ancora di più nel Signore che ha vinto il mondo.

dest_scuola_XIDom

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Gesù ha scelto i peccatori e quelli con una “vita sbagliata” per seguirlo e riconoscerlo Signore e Dio. Li ha resi partecipi della sua vita e annunziatori del suo Vangelo. Maria Maddalena è un esempio, addirittura è stata resa testimone della risurrezione di Cristo. Dal momento in cui è stata toccata dal Signore, tutta la sua vita è stata trasformata e lei è diventata discepola di Cristo, restando vicina fino alla fine. In tutto quello che pensava, diceva e faceva, voleva solo piacere a Dio e adorarlo in spirito e verità. Con questa relazione di amore e dedizione, lei ha incalzato la via della santità ed è rimasta fedele in tutta la sua vita.

T’invito oggi a vivere questa esperienza dell’Adorazione e a riconoscere la chiamata di Dio ad essere suo intimo amico, confidente e fiducioso. I nostri peccati non sono per niente ostacoli all’amore che Dio ha per noi. Siamo noi a decidere se aprire il nostro cuore e la nostra mente all’adorazione e consegnare a Dio tutta la nostra vita con fiducia e amore.